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martedì, novembre 29, 2005

George Best: genio e follia


George Best uno dei calciatori piu' celebrati del panorama calcistico mondiale e' morto all'eta' di 59 anni in una clinica di Londra a causa di una serie di infezioni al fegato susseguite al trapianto a cui si era sottoposto nel Luglio del 2002.George Best e' stato vittima dell'eccesso, del vizio e soprattuto dell'alcol.Ribattezzato il quinto Beatle, per via dei suoi capelli e soprattutto del suo modo di fare piu' vicino ad una star del rock che ad uno sportivo, era tanto folle e stravagante fuori dal campo quanto leggero e fantasioso sul rettangolo di gioco.Ovviamete l'eta' non mi ha permesso di vedere nessuna sua partita ma grazie ai giornali, ai servizi televisivi e a qualche cassetta anche io ho potuto ammirare il prototipo per eccellenza del genio e sregoletezza, uno dei giocatori simbolo del glorioso e storico Manchester United con il quale arrivo' a vincere il Pallone d'Oro, massimo riconoscimento per un giocatore europeo, nel 1968 ( che Best vendera' poi per poche sterline per far fronte ai debiti ma che ora la UEFA ricomprera' e riconsegnera' alla famiglia).Il classico giocatore odiato dai tifosi avversari e venerato dai propri ma di fronte al quale ci si alza tutti in piedi e si appalude quando delizia gli spettatori con un assolo sulla fascia o una giocata di classe.

Gentile, intelligente e raramente malinconico, con due divorzi alle spalle e con un figlio Calum.Tanto folle in vita quanto giudizioso sul letto di morte dove ha voluto essere fotografato tutto intubato, con volto ceruleo, occhi cerchiati di rosso e logorato dall'unico avversario che ha non potuto battere: l'alcolismo.Il suo ultimo messaggio lo ha rivolto ai giovani dicendo: "Non morite come me".E' questo il testamento che ha voluto lasciare a coloro che bevono senza ammettere di avere un problema.Questo e' lo stesso uomo che amava ripetere "Ho speso molti soldi per l'alcol, le donne, le auto. Il resto l'ho sperperato."






Umberto