George Best: genio e follia

George Best uno dei calciatori piu' celebrati del panorama calcistico mondiale e' morto all'eta' di 59 anni in una clinica di Londra a causa di una serie di infezioni al fegato susseguite al trapianto a cui si era sottoposto nel Luglio del 2002.George Best e' stato vittima dell'eccesso, del vizio e soprattuto dell'alcol.Ribattezzato il quinto Beatle, per via dei suoi capelli e soprattutto del suo modo di fare piu' vicino ad una star del rock che ad uno sportivo, era tanto folle e stravagante fuori dal campo quanto leggero e fantasioso sul rettangolo di gioco.Ovviamete l'eta' non mi ha permesso di vedere nessuna sua partita ma grazie ai giornali, ai servizi televisivi e a qualche cassetta anche io ho potuto ammirare il prototipo per eccellenza del genio e sregoletezza, uno dei giocatori simbolo del glorioso e storico Manchester United con il quale arrivo' a vincere il Pallone d'Oro, massimo riconoscimento per un giocatore europeo, nel 1968 ( che Best vendera' poi per poche sterline per far fronte ai debiti ma che ora la UEFA ricomprera' e riconsegnera' alla famiglia).Il classico giocatore odiato dai tifosi avversari e venerato dai propri ma di fronte al quale ci si alza tutti in piedi e si appalude quando delizia gli spettatori con un assolo sulla fascia o una giocata di classe.
Gentile, intelligente e raramente malinconico, con due divorzi alle spalle e con un figlio Calum.Tanto folle in vita quanto giudizioso sul letto di morte dove ha voluto essere fotografato tutto intubato, con volto ceruleo, occhi cerchiati di rosso e logorato dall'unico avversario che ha non potuto battere: l'alcolismo.Il suo ultimo messaggio lo ha rivolto ai giovani dicendo: "Non morite come me".E' questo il testamento che ha voluto lasciare a coloro che bevono senza ammettere di avere un problema.Questo e' lo stesso uomo che amava ripetere "Ho speso molti soldi per l'alcol, le donne, le auto. Il resto l'ho sperperato."Umberto


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