Il giocatore (ogni scommessa e' un debito)
Da qualche settimana ormai viene pubblicizzato un po’ ovunque, giornali – radio - tv, il libro del dj Marco Baldini , storico speaker di Radio Deejay e attualmente in onda assieme a Fiorello su Radio2 con “Viva Radio2”, dal titolo “Il giocatore: ogni promessa e’ un debito”.E’ un libro che ho da poco cominciato a leggere e che, devo dire, e’ scritto molto bene. Non e’ il primo libro sul gioco che leggo e questo non perche’ io sia un accanito giocatore ma solo perche’, a essere sincero, il gioco d’azzardo e i giocatori in generale hanno sempre suscitato in me un certo interesse e anche un certo “fascino” oscuro.C'e' chi sostiene che il gioco possa essere utile ad affrontare le difficolt? della vita come capace di creare una corazza particolare; c’e’ chi ritiene possa essere addirittura terapeutico. Vero o falso che sia resta il fatto che migliaia di persone ogni giorno puntano o scommettono. La maggior parte di queste persone non conoscono le regole, scommettono per divertimento, per procurarsi facilmente un po' di denaro o, cosa assai grave, per rifarsi da perdite precedenti, o, peggio ancora, "semplicemente" per noia..... Queste ultime motivazioni possono risultare pericolose o addirittura distruttive.C’e’, ancora, chi considera il gioco come una metafora della vita e forse qualcosa di vero, in questo,c’e’. In fin dei conti , se ci si riflette, in una partita c'e' tutto. Ci sono le bestie feroci che accompagnano la nostra vita: il successo, il fallimento, la trappola dell'ansia e della noia, l'attesa e soprattutto la solitudine che ci attanaglia le viscere. Il mistero vitale del gioco, il suo fascino inimitabile sta qui: se giochi sai gia' che se stai vincendo, ad ogni colpo la ricchezze potrebbe raddoppiare, per? ad ogni colpo metti in gioco tutto e tutto puoi perdere. Sei sempre ad un bivio: se ti ritiri, rischi di rinunciare ad altra ricchezza, ad altri colpi vincenti; se vai avanti rischi di distrugge, in un colpo, tutto ci? che hai vinto. Il gioco ti costringe, ti obbliga a scegliere in pochi secondi. Subito saprai ( a differenza della vita, che a volte ci mette anni, prima di farti sapere la verita’ ) se hai scelto bene o no. Si trova, nel tempo breve di una partita, i desideri, i pesi e le lievi consolazioni della vita, la costante illusione, la forza dei sogni, la speranza.
La vera verita’ e’ che il gioco e' pericoloso, erosivo come una goccia, che a poco a poco riesce ad incrinare anche una roccia. Il giocatore si crede onnipotente, ha bisogno di sensazioni forti. Le debolezze dell'animo spingono l'uomo inesorabilmente verso comportamenti distruttivi. Gli specialisti sostengono che esistono tre categorie di giocatori:
1) Il comportamentista il cui motto e' "vincere sempre e vincere di pi?".Tanto pi? gode quanto pi? denaro punta.
2) Il cognitivista che si crede esperto, capace e potente. E' un immaturo che si crede onnipotente, o perché guidato da un'istintiva abilit? o perché dotato di una qualit? sovrumana e le vincite sono il frutto della sua abilit?.
3) Lo psicoanalitico, quel giocatore per il quale il rischio e' una forma di autopunizione.
I posti in cui oggi e' possibile giocare sono luoghi tristissimi dove vengono offerti sogni in cambio di contanti. Le sale da gioco ormai dilagano dovunque offrendo possibilita' di arricchimento per tutti, salvo che per i giocatori.
Umberto


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