Televisivamente Sparlando

Stai a vedere che ora e’ tutta colpa di Orwell !
Cosa volgio dire? Andiamo con ordine...e per meglio capire il tutto partiamo dalla fine.Nel pattume complessivo e globale che circola nell’etere, non fanno che proporci programmi a dir poco imbarazzanti evidenziando cosi' un piattume di base mortificante. Siamo arrivati al paradosso: la tv fatta di personaggi che fanno la tv con altri personaggi della tv che parlano di tv pubblicizzando la loro tv!La televisione italiana ? entrata in una crisi, tanto pi? grave soprattutto se non c'? presa di coscienza della stessa. I contenuti della televisione mostrano un tasso di logoramento e di gia’ visto che la rispinge verso la vecchia tv. Una prova incontestabile del declino, che ripropone la questione in prospettiva pi? acuta, e’ la fuga dei giovani dalla televisione, segno evidente della sua incapacita’ di sintonizzarsi sulla loro stessa lunghezza d’onda.
La tv di oggi langue nella continua ed autoreferenziale riproposizione di se stessa. Si e’ perduta soprattutto la capacit? di inventare qualcosa d'originale e creativo. La ricerca ossessiva del format si traduce nella stanca riproposizione della formula. La routine dei contenuti e dei personaggi, insieme alla paura di sbagliare, inibisce la creativita’ e l'invenzione che dovremmo aspettarci da un valido lavoro autorale. L'organizzazione dei palinsesti televisivi e’ ormai dominata da un sistema composto da: produttori di format e reality show. L'accordo che lega queste diverse componenti e’: fare televisione che costi "nulla".
Il titolo prende chiaramente ispirazione dal celebre romanzo di Orwell “
Fu grazie ( o per colpa ?) ad ORWELL percio’ che nacque l' idea di questa nuova trasmissione messa a punto per la prima volta in Olanda nel settembre 1999, con il nome di Big Brother dalla societ? Endemol (dal nome dei suoi fondatori, Joop Van den Ende e John de Mol).
Ma, cosa assi piu’ grave, parallelamente alla nascita e alla diffusione di questo nuovo caso mediatico, il reality appunto, abbiamo potuto assistere alla nascita di un altro fenomeno meglio conosciuto come “nomadismo televisivo” in virtu’del quale per i concorrenti dei vari reality show, entrati ormai in un circolo vizioso e divenuti protagonisti di uno squallido teatrino, e’ prevista una massiccia presenza in video. Perche’ tutto questo? Per un semplice motivo: sono personaggi popolari che possono essere gestiti in modo facile poiche’ molto vogliosi di apparire, con una forza contrattuale inesistente, con un modestissimo impegno economico da parte delle reti.
Umberto


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