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giovedì, dicembre 15, 2005

Il calcio e' "salutare"

Il recidivo Paolo Di Canio ci ricasca e rieccolo a far bella mostra del braccio teso a “ salutare” la sua gente, come lo stesso Di Canio e’ solito chiamare i tifosi della curva nord. La bandiera della Lazio, al termine della gara persa a Livorno 2-1, e’ andato sotto la curva dei suoi tifosi iniziando il suo personalissimo show fatto di saluti fascisti corredati da lancio di maglietta nera, con tanto di bacio prima, con frase rievocante il Regime . Gia’ deferito e multato di 10.000 euro dalla Commissione Disciplinare lo scorso febbraio per lo stesso atteggiamento “nostalgico” alla fine del derby vinto contro la Roma.
Livorno
- Lazio era una partita a rischio incidenti per la cosiddetta contrapposizione politica delle due curve. Episodio stonato, quello riproposto dal numero 9 della Lazio, in una sfida curvaiola giocata a colpi di slogan, striscioni e bandiere con croci celtiche e tricolori con l' aquila da una parte, immagini del Che dall' altra, con i cori ''Duce Duce'' che si sono contrapposti a ''Bandiera rossa'', con il motto fascista ''Boia chi molla'' e i pugni chiusi. Piu' che una partita di calcio e' stato un derby politico.
Non e’ la prima volta che il rettangolo di gioco si trasforma in un teatrino propagandistico, dove quegli stessi giocatori che spesso entrano in campo con striscioni o magliette inneggianti allo STOP AL RAZZISMO o UN CALCIO ALLA VIOLENZA si rendono poi protagonisti di gesti stupidi e inutili come quello di Di Canio oppure come il saluto a pugno chiuso rivolto alla curva da Lucarelli (attaccante del Livorno) prima e Zampagna (attaccante del Messina) poi.
Che le curve siano piene di gente molto incline alla violenza e’ ormai un fatto appurato e pertanto non e’ necessario istigarli ulteriormente o scaldare gli animi in occasione di partite che, gia’ sulla carta, vengono riconosciute come gare a rischio.
Sarebbe meglio, a prescindere dal credo politico o dai colori, che la foga dei tifosi rimanesse legato ai soli sfott? e ad una sana e avvincente sfida per lo striscione piu’ bello e divertente e l’esaltazione dei giocatori si trasformasse in un piu’ leale e sano agonismo sportivo.
Troppo idealista? Troppo melenso? Non lo so… ma la cosa che mi fa piu’ rabbia e’, oltre all'intreccio tra sport e politica, lo spazio e l’attenzione che, purtroppo, viene data a certi personaggi veramente dannosi e soprattutto pericolosi che predicano una cosa per poi farne un’altra!








Umberto