Il calcio e' "salutare"
Il recidivo Paolo Di Canio ci ricasca e rieccolo a far bella mostra del braccio teso a “ salutare” la sua gente, come lo stesso Di Canio e’ solito chiamare i tifosi della curva nord. La bandiera della Lazio, al termine della gara persa a Livorno 2-1, e’ andato sotto la curva dei suoi tifosi iniziando il suo personalissimo show fatto di saluti fascisti corredati da lancio di maglietta nera, con tanto di bacio prima, con frase rievocante il Regime . Gia’ deferito e multato di 10.000 euro dalla Commissione Disciplinare lo scorso febbraio per lo stesso atteggiamento “nostalgico” alla fine del derby vinto contro Livorno
Non e’ la prima volta che il rettangolo di gioco si trasforma in un teatrino propagandistico, dove quegli stessi giocatori che spesso entrano in campo con striscioni o magliette inneggianti allo STOP AL RAZZISMO o UN CALCIO ALLA VIOLENZA si rendono poi protagonisti di gesti stupidi e inutili come quello di Di Canio oppure come il saluto a pugno chiuso rivolto alla curva da Lucarelli (attaccante del Livorno) prima e Zampagna (attaccante del Messina) poi.Che le curve siano piene di gente molto incline alla violenza e’ ormai un fatto appurato e pertanto non e’ necessario istigarli ulteriormente o scaldare gli animi in occasione di partite che, gia’ sulla carta, vengono riconosciute come gare a rischio.
Sarebbe meglio, a prescindere dal credo politico o dai colori, che la foga dei tifosi rimanesse legato ai soli sfott? e ad una sana e avvincente sfida per lo striscione piu’ bello e divertente e l’esaltazione dei giocatori si trasformasse in un piu’ leale e sano agonismo sportivo.

Troppo idealista? Troppo melenso? Non lo so… ma la cosa che mi fa piu’ rabbia e’, oltre all'intreccio tra sport e politica, lo spazio e l’attenzione che, purtroppo, viene data a certi personaggi veramente dannosi e soprattutto pericolosi che predicano una cosa per poi farne un’altra!
Umberto


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