Il Grande Dittatore

Questo vuole essere un omaggio ad uno dei piu' grandi attori e registi del cinema mondiale.In questo splendido film, Chaplin interpreta magistralmente due ruoli: un barbiere ebreo di nome Charlot ed il dittatore Adenoyd Hinkel ovvero Adolf Hitler.E' sicuramente tra i piu' bei film mai realizzati dove emerge la bravura del Chaplin attore ma soprattutto del Chaplin regista. Si tratta di una ricostruzione in chiave comico-satirica della Grande Storia dove ci si e' soffermati su una delle pagine piu' tristi dei nostri tempi ossia la II Guerra Mondiale delineando i contorni di uno dei personaggi che hanno segnato profondamente questa epoca: Hitler.Tra le cose meglio riuscite di questo piccolo capolavoro rimane il discorso finale dove il barbiere Chaplin viene scambiato per il dittatore Chaplin.Il tenore del suo discorso e' tuttavia ben diverso da quello che la folla dei suoi sostenitori si aspetta!Di seguito trovate parte di quello che poi e' diventato, salvo alcuni piccoli adattamenti, il discorso che, fidatevi, vale la pena di leggere :
"Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti cosi'. Vogliamo vivere della reciproca felicita', ma non della reciproca infelicita'. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c'e' posto per tutti. E la buona terra e' ricca e in grado di provvedere a tutti.
La vita puo' essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l'animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso l'infelicita' e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocita', ma ci siamo chiusi dentro. Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha resi cinici; l'intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Piu' che di macchine abbiamo bisogno di umanita'. Piu' che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bonta'. Senza queste doti la vita sara' violenta e tutto andra' perduto.
L'aereo e la radio ci hanno avvicinati. E' l'intima natura di queste cose a invocare la bonta' dell'uomo, a invocare la fratellanza universale, l'unita' di tutti noi. Anche ora la mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che costringe l'uomo a torturare e imprigionare gli innocenti. A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L'infelicita' che ci ha colpito non e' che un effetto dell'ingordigia umana: l'amarezza di coloro che temono la via del progresso umano. L'odio degli uomini passera', i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornera' al popolo. E finche' gli uomini non saranno morti la liberta' non perira' mai.Soldati! Non combattete per la schiavitu'! Battetevi per la liberta'! Nel diciassettesimo capitolo di san Luca sta scritto che il regno di Dio e' nell'uomo: non in un uomo o in un gruppo di uomini ma in tutti gli uomini! In voi! Voi, il popolo, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita una magnifica avventura. E allora, in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci tutti. Battiamoci per un mondo nuovo, un mondo buono che dia agli uomini la possibilita' di lavorare, che dia alla gioventu' un futuro e alla vecchiaia una sicurezza.
Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Ma essi mentono! Non mantengono questa promessa. Ne' lo faranno mai! I dittatori liberano se stessi ma riducono il popolo in schiavitu'. Battiamoci per liberare il mondo, per abbattere le barriere nazionali, per eliminare l'ingordigia, l'odio e l'intolleranza. Battiamoci per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso conducano alla felicit? di tutti. Soldati uniamoci in nome della democrazia!"(da C. Chaplin, La mia autobiografia, trad. it. Milano 1977, pp. 424-25).
ascolta il discorso tratto da "Il grande Dittatore."
Umberto
"Noi tutti vogliamo aiutarci vicendevolmente. Gli esseri umani sono fatti cosi'. Vogliamo vivere della reciproca felicita', ma non della reciproca infelicita'. Non vogliamo odiarci e disprezzarci. Al mondo c'e' posto per tutti. E la buona terra e' ricca e in grado di provvedere a tutti.
La vita puo' essere libera e bella, ma noi abbiamo smarrito la strada: la cupidigia ha avvelenato l'animo degli uomini, ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto marciare, col passo dell'oca, verso l'infelicita' e lo spargimento di sangue. Abbiamo aumentato la velocita', ma ci siamo chiusi dentro. Le macchine che danno l'abbondanza ci hanno lasciato nel bisogno. La nostra sapienza ci ha resi cinici; l'intelligenza duri e spietati. Pensiamo troppo e sentiamo troppo poco. Piu' che di macchine abbiamo bisogno di umanita'. Piu' che d'intelligenza abbiamo bisogno di dolcezza e di bonta'. Senza queste doti la vita sara' violenta e tutto andra' perduto.
L'aereo e la radio ci hanno avvicinati. E' l'intima natura di queste cose a invocare la bonta' dell'uomo, a invocare la fratellanza universale, l'unita' di tutti noi. Anche ora la mia voce raggiunge milioni di persone in ogni parte del mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che costringe l'uomo a torturare e imprigionare gli innocenti. A quanti possono udirmi io dico: non disperate. L'infelicita' che ci ha colpito non e' che un effetto dell'ingordigia umana: l'amarezza di coloro che temono la via del progresso umano. L'odio degli uomini passera', i dittatori moriranno e il potere che hanno strappato al mondo ritornera' al popolo. E finche' gli uomini non saranno morti la liberta' non perira' mai.Soldati! Non combattete per la schiavitu'! Battetevi per la liberta'! Nel diciassettesimo capitolo di san Luca sta scritto che il regno di Dio e' nell'uomo: non in un uomo o in un gruppo di uomini ma in tutti gli uomini! In voi! Voi, il popolo, avete il potere di rendere questa vita libera e bella, di rendere questa vita una magnifica avventura. E allora, in nome della democrazia, usiamo questo potere, uniamoci tutti. Battiamoci per un mondo nuovo, un mondo buono che dia agli uomini la possibilita' di lavorare, che dia alla gioventu' un futuro e alla vecchiaia una sicurezza.Promettendo queste cose i bruti sono saliti al potere. Ma essi mentono! Non mantengono questa promessa. Ne' lo faranno mai! I dittatori liberano se stessi ma riducono il popolo in schiavitu'. Battiamoci per liberare il mondo, per abbattere le barriere nazionali, per eliminare l'ingordigia, l'odio e l'intolleranza. Battiamoci per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso conducano alla felicit? di tutti. Soldati uniamoci in nome della democrazia!"(da C. Chaplin, La mia autobiografia, trad. it. Milano 1977, pp. 424-25).
ascolta il discorso tratto da "Il grande Dittatore."
Umberto

