Qualunque cosa in qualunque momento!

giovedì, dicembre 22, 2005

Da Tangentopoli a Bankopoli


Antonio Fazio si e’ dimesso… finalmente dira’ qualcuno! Cattolico, sostanzialmente euroscettico e fortemente “italianista” martedi’ 20 dicembre, l’ormai ex governatore, ha rassegnato le dimissioni. Antonio Fazio, probabilmente l'ultimo con mandato a tempo indeterminato, e' stato a capo della Banca d'Italia durante il passaggio epocale dalla lira all'euro ma verra’ ricordato soprattutto per il passo falso di fronte alle offerte straniere e per la gestione personalistica dei giochi di potere nel mondo delle banche.
“L’ uomo di Alvito” che in tutti questi anni e’ riuscito a costruirsi una fama di autorita' senza etichette, riconosciuta trasversalmente da destra a sinistra, che ha fondato il suo potere su due punti fermi quali l'indipendenza dell'istituzione e la sua imparzialita' ( almeno cosi’ sembrava prima che scoppiasse il bubbone BANKOPOLI ) nella contesa politica, ha vissuto comunque di alti e bassi. Un'altalena che in passato lo vide protagonista della scena politica e della finanza nella battaglia in occasione della guida di Mediobanca e per il controllo di Generali, passando poi per la vicenda Fiat ( in cui il Fazio scese pesantemente in campo per contrastare il progetto targato Mediobanca che avrebbe portato al timone del Lingotto Enrico Bondi) e i crack Cirio e Parmalat.Ma Fazio verra’ pesantemente ricordato anche e soprattutto per le attuali vicende legate al controllo di Bnl e Antonveneta. Le accuse, con tanto di intercettazioni telefoniche sue e di signora, di aver favorito apertamente le cordate italiane e i compromettenti legami con il protagonista indiscusso delle grandi opa, l'amministratore della Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani ci sono e gravano pesantemente sul suo conto ma soprattutto evidenziano quanto e come i legami tra politica e finanza siano pervasivi e devastanti.Ma Fazio verra’ pesantemente ricordato anche e soprattutto per le attuali vicende legate al controllo di Bnl e Antonveneta. Le accuse, con tanto di intercettazioni telefoniche sue e di signora, di aver favorito apertamente le cordate italiane e i compromettenti legami con il protagonista indiscusso delle grandi opa, l'amministratore della Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani ci sono e gravano pesantemente sul suo conto ma soprattutto evidenziano quanto e come i legami tra politica e finanza siano pervasivi e devastanti.
Ma Fazio verra’ pesantemente ricordato anche e soprattutto per le attuali vicende legate al controllo di Bnl e Antonveneta. Le accuse, con tanto di intercettazioni telefoniche sue e di signora, di aver favorito apertamente le cordate italiane e i compromettenti legami con il protagonista indiscusso delle grandi opa, l'amministratore della Popolare di Lodi, Gianpiero Fiorani ci sono e gravano pesantemente sul suo conto ma soprattutto evidenziano quanto e come i legami tra politica e finanza siano pervasivi e devastanti.
Ma cosa ha spinto l'ex numero uno di Bankitalia a metter la parola fine all'estenuante braccio di ferro ingaggiato con i suoi sempre piu' numerosi ed autorevoli contestatori? Le versioni sono piu' d'una. C'e' chi dice che a comportare la resa di Fazio siano state le notizie provenienti dal carcere milanese di San Vittore secondo le quali Gianpiero Fiorani, pressato dagli inquirenti, avrebbe dato sfogo a rivelazioni che lo coinvolgerebbero pesantemente nello scandalo Antonveneta, l'altra ipotesi e' che Fazio abbia capito che la sua lotta con il mondo politico era ormai perduta ed abbia voluto anticipare le decisioni che sarebbero state prese oggi dal Consiglio dei ministri; decisioni sulle quali si era profilato l'unanime consenso del centro destra e del centro sinistra, concordi nel considerare ormai del tutto intollerabile e gravemente pregiudizievole per il prestigio e la credibilita' del nostro paese la permanenza di Fazio al vertice dell'Istituto di emissione.
Personalmente credo che la decisione sia stata presa dall’ormai ex governatore subito dopo il colloquio avuto con il decano del Consiglio superiore della Banca d'Italia Paolo Emilio Ferreri e con l'ex presidente della Corte costituzionale Cesare Mirabelli. Ferreri e Mirabelli, a quel che si sa, hanno fatto chiaramente intendere a Fazio che il Consiglio che finora lo aveva sempre supportato, difficilmente avrebbe potuto conservargli la propria solidarieta'. E' stato questo il momento della svolta, e della inevitabile resa.
Fazio poteva sopportare tutto: le "rivelazioni" di Fiorani e l'altola' del mondo politico…ma non poteva sopportare la sfiducia ormai palese del "suo" Consiglio. Poche ore di meditazione lo hanno finalmente indotto all'annuncio conclusivo, affidato ad un breve comunicato nel quale il governatore dimissionario, con un ultimo sussulto di orgoglio, afferma di aver assunto la sua decisione "autonomamente" e "con tranquilla coscienza, volta a riportare serenita' nel superiore interesse del Paese e della Banca d'Italia".
Peccato che, sino ad ora, della " serenita' " e del "superiore interesse" del Paese e della Banca d'Italia, Fazio non avesse fatto mostra di preoccuparsi piu' di tanto.
La mia speranza e' che la nomina del successore di Fazio, in teoria un integerrimo servitore dello stato al quale guardare con ASSOLUTA fiducia, avvenga in tempi quanto piu' possibile rapidi e sia sottratta ad ogni strumentalizzazione partitica. La brutta "telenovela" di questi mesi non ha bisogno di ulteriori "code". Speriamo che, una volta per tutte cali il sipario su questo spettacolo imbarazzante che ha, ancora una volta, messo in cattiva luce, agli occhi del mondo, l’Italia…un paese, il nostro, nel quale ciclicamente succede qualcosa di grave che rischia di metterlo a repentaglio ma soprattutto un paese nel quale ci sono tante - troppe leggi e nonostante ci?, o forse a causa di ci?, i furbi hanno sempre la meglio!


Umberto